Draghi Über Alles

Le misure annunciate da Mario Draghi vanno molto al di là del taglio dei tassi perché “mirano” a concedere credito alle imprese bypassando l’intermediazione delle banche. Non solo. Il presidente della Banca centrale europea nel corso degli ultimi mesi è riuscito a costruire un consenso senza precedenti, prima nel mondo finanziario e di conseguenza all’interno del board dell’Eurotower. Dopo molti indugi nei mesi passati, Draghi ha ora ottenuto l’appoggio unanime delle altre Banche centrali, compresa l’intransigente Bundesbank, per dispiegare misure convenzionali (taglio del tasso sui depositi bancari) e straordinarie (nuovo round di liquidità per le banche – purché essa affluisca verso le imprese private – e ulteriori passi avanti per acquistare titoli cartolarizzati).
18 AGO 20
Immagine di Draghi Über Alles
Le misure annunciate da Mario Draghi vanno molto al di là del taglio dei tassi perché “mirano” a concedere credito alle imprese bypassando l’intermediazione delle banche. Non solo. Il presidente della Banca centrale europea nel corso degli ultimi mesi è riuscito a costruire un consenso senza precedenti, prima nel mondo finanziario e di conseguenza all’interno del board dell’Eurotower. Dopo molti indugi nei mesi passati, Draghi ha ora ottenuto l’appoggio unanime delle altre Banche centrali, compresa l’intransigente Bundesbank, per dispiegare misure convenzionali (taglio del tasso sui depositi bancari) e straordinarie (nuovo round di liquidità per le banche – purché essa affluisca verso le imprese private – e ulteriori passi avanti per acquistare titoli cartolarizzati). E’ significativo che l’ultimo taglio dei tassi risalente al novembre scorso non fu deciso all’unanimità, e le resistenze arrivavano proprio dalla BuBa. Draghi ha insomma temperato il moralismo tedesco, soprattutto del governatore Jens Weidmann, che gradualmente si è allineato alla visione dell’Eurotower impressa da Draghi, il novello “imperatore d’Europa”, come l’ha definito il quotidiano finanziario tedesco Handelsblatt, il più letto dall’establishment economico. Durante la conferenza stampa di ieri, Draghi ha anche risposto alle puntute critiche dell’associazione delle casse di risparmio tedesche, pubblicate dal Financial Times. Le accuse circa la penalizzazione dei risparmiatori tedeschi dovuta a una politica di tassi bassi per lungo tempo è stata respinta al mittente. “E’ completamente sbagliato – ha detto Draghi – dire che vogliamo espropriare i risparmiatori. Il nostro pacchetto di misure, anzi, è diretto a ripristinare la crescita e a promuovere la ripresa, cosa che permetterà ai tassi di interesse di risalire”. Le banche, insomma, avranno più margine di manovra e più denaro. Dovranno usarli per le imprese e per le persone. Se i risparmiatori verranno penalizzati sarà per scelta degli istituti, e non un ricasco delle politiche monetarie della Bce, ha puntualizzato Draghi. Certo permangono le perplessità del governo di Berlino, con il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, guardingo sulle misure convenzionali (“mi aspetto tassi bassi, ma solo come fase transitoria”, ha detto ieri) e intransigente su quelle non convenzionali, come l’arma finale del Quantitative easing non ancora sfoderata ma da non escludere in futuro. Su quest’ultimo straordinario strumento di politica monetaria, la costruzione del consenso sarà ardua e faticosa. Ma ieri Draghi ha infranto un altro tabù, ha salvaguardato la credibilità della Bce e si è confermato come l’unico attore europeo capace di fare politiche di sviluppo.